Lettori fissi

lunedì 18 novembre 2013

UNA GRADITA SORPRESA

Ve la ricordare la mia bambola di porcellana che assomigliava a ROSSELLA O'HARA di via col vento?
Quella che era caduta e si era rotta? (vedi QUI)

Bè, mia mamma non l'ha buttata ma ha recuperato il vestito e la testa (che era rimasta intatta) e ha fatto questa magia:








TA DA!!!!!! Ha ricostruito il corpicino facendolo in feltro!

sabato 16 novembre 2013

TORTA AL LIMONE

In questi giorni un post di cucina dietro l'altro, così giusto per cambiare un pò e poi vi avevo promesso che avrei cercato la ricetta della "torta al limone" .... e una promessa và sempre rispettata.

INGREDIENTI PER IL FONDO TORTA
125 grammi BURRO
  75 grammi ZUCCHERO
SALE
1 UOVO
250 grammi FARINA

INGREDIENTI PER LA GUARNIZIONE
3 UOVA
150 grammi ZUCCHERO
70 grammi BURRO
SUCCO DI 1 LIMONE  (questo è l'ingrediente fondamentale, se il limone NON è buono la torta viene di                                              conseguenza)


PREPARAZIONE DEL FONDO TORTA
Far sciogliere il burro a fuoco lento.
In una terrina mescolare l' uovo con lo zucchero fino a che non diventano una crema bella chiara, un pò alla volta aggiungere la farina (setacciata) e il burro e un pizzico di sale, amalgamando bene.



Stendere la pasta in una teglia, preparando i bordi in modo che possano contenere la guarnizione


PREPARAZIONE DELLA GUARNIZIONE
Far sciogliere il burro a fuoco lento.
In una terrina mescolare le uova con lo zucchero fino a che non diventano una crema bella chiara, aggiungere il burro e il succo di limone mescolando bene il tutto.


Rovesciare la guarnizione preparata all'interno del fondo torta.
Purtroppo io non gli ho fatto i bordi abbastanza alti ed è uscita un filo fuori.


Mettere in forno a 180° per mezz'ora circa.


BUON APPETITO!

giovedì 14 novembre 2013

PATATE ALLA MAITRE D'HOTEL

Rieccomi!!!! Mamma mia, ma quanto tempo sono stata lontana dal blog? Caspita quasi una settimana ... non mi sembrava fosse passato così tanto tempo.

Oggi voglio dilettarvi con una ricetta di cucina.
Nel cercare la ricetta della "torta al limone" di cui vi parlavo qualche post fà (e che poi ho trovato), mi sono imbattuta in una ricetta sulle patate che avevo fatto anni fà e che cucinate così sono deliziose, così l'altro giorno le ho rifatte.

La riceta proviene da uno dei primi libri di cucina di mia mamma



Sbucciate le patate e mettetele a lessare, tirandole però fuori dall'acqua quando non sono ancora completamente cotte.


Fatele raffreddare, tagliatele a fette, mettetele in pendola con un pò di burro e fatele passare a fuoco lento.


Aggiungete la panna da cucina e portatele a fine cottura.


Spolveratele con un pò di prezzemolo e servite.


Una vera delizia!

venerdì 8 novembre 2013

LA BAMBOLA "TRASFORMISTA"

Quella che vi presento oggi è una creazione di mia mamma, totalmente di sua invenzione.


Pulisci di qua


pulisci di là


che noia lavare il pavimento




per non parlare poi del mal di schiena


per via della posizione 


Per fortuna che dopo posso mettermi in tuta e fare un pò di ginnastica


qualche spaccata


e magari due passi





mercoledì 6 novembre 2013

CENTRO TAVOLA (BRODERIE SUISSE) - 02

Caio a tutti!!!!!
Un post super veloce, per farvi vedere che nonostante tutti gli impegni il centro tavola, ricamato con la tecnica della BRODERIE SUISSE, procede ...






lunedì 4 novembre 2013

DONNE NELLA STORIA - GRAZIA DELEDDA

Maria Grazia Cosima Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Grazia Deledda, quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante.
Dopo aver frequentato le scuole elementari, Grazia Deledda venne seguita privatamente da un professore ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di base di italiano, latino e francese (i costumi del tempo non consentivano alle ragazze un'istruzione oltre quella primaria e, in generale, degli studi regolari). Proseguì la sua formazione totalmente da autodidatta. Importante per la sua formazione letteraria , nei primi anni della sua carriera da scrittrice, fu l'amicizia con lo scrittore, archivista e storico dilettante sassarese Enrico Costa che per primo ne comprese il talento.

Esordì come scrittrice con alcuni racconti pubblicati sulla rivista "L'ultima moda" quando affiancava ancora alla sua opera narrativa quella poetica. Nell'azzurro, pubblicato da Trevisani nel 1890 può considerarsi la sua opera d'esordio. Ancora in bilico tra l'esercizio poetico e quello narrativo.

Nell'ottobre del 1899 la scrittrice si trasferì a Roma e in seguito alla pubblicazione di Anime oneste del 1895 e di Il vecchio della montagna del 1900, oltre alla collaborazione sulle riviste "La Sardegna", "Piccola rivista" e "Nuova Antologia", la critica iniziò ad interessarsi alle sue opere, che vantarono prefazioni di nomi quali Ruggero Bonghi e Luigi Capuana. Nel 1900, sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, conosciuto a Cagliari. Nel 1903 la pubblicazione di Elias Portolu la confermò come scrittrice e la avviò ad una fortunata serie di romanzi e opere teatrali: Cenere (1904), L'edera (1908), Sino al confine (1911), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), L'incendio nell'oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922). Da Cenere fu tratto un film interpretato da Eleonora Duse.

La sua opera fu apprezzata da Luigi Capuana e Giovanni Verga oltre che da scrittori più giovani come Enrico Thovez, Pietro Pancrazi e Renato Serra. Fu presto riconosciuta e stimata all'estero.

Nel 1926 Grazia vinse il premio nobel. 

La narrativa della Deledda si basa su forti vicende d'amore, di dolore e di morte sulle quali aleggia il senso del peccato, della colpa, e la coscienza di una inevitabile fatalità.

Il sapore vagamente verista della sua produzione le procurò le antipatie degli abitanti di Nuoro, in cui le storie erano ambientate.
I suoi concittadini erano infatti dell'opinione che descrivesse la Sardegna come terra rude, rustica e quindi arretrata. In realtà non era intenzione della Deledda assumersi un impegno sociale come quello che spesso caratterizzò il Verismo.

Il segreto e la forza della sua narrativa stanno proprio nella magistrale rappresentazione dell’automodello sardo, nella proiezione simbolica del suo universale concreto: l’isola è intesa come luogo mitico e come archetipo di tutti i luoghi, terra senza tempo e sentimento di un tempo irrimediabilmente perduto, spazio ontologico e universo antropologico in cui si consuma l’eterno dramma dell’esistere. La coscienza del peccato che si accompagna al tormento della colpa e alla necessità dell’espiazione e del castigo, la pulsione primordiale delle passioni e l’imponderabile portata dei suoi effetti, l’ineluttabilità dell’ingiustizia e la fatalità del suo contrario, segnano l’esperienza del vivere di una umanità primitiva, malfatata e dolente, 'gettata' in un mondo unico, incontaminato, di ancestrale e paradisiaca bellezza, spazio del mistero e dell’esistenza assoluta.

Grazia Deledda fu anche traduttrice, è sua infatti una versione di Eugénie Grandet di Honoré de Balzac.

Ammalata di tumore, Grazia Deledda morì il 15 agosto 1936, lasciando incompiuta la sua ultima opera "Cosima, quasi Grazia".

Le spoglie della Deledda sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Solitudine ai piedi del Monte Ortobene di Nuoro.

La sua casa natale, nel centro storico di Nuoro (Santu Predu), è adibita a museo.


Fonte Wikipedia.
Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda

sabato 2 novembre 2013

QUALCHE PICCOLO CENTRINO

Oggi è il giorno in cui si ricordano i nostri cari che non sono più tra noi, per questo ho deciso di dedicare questo post alle mie due nonne e farvi vedere qualche piccolo centrino realizzato da loro.




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